C’E’ SEMPRE QUALCOSA CHE NON VA

Ma perché le lesbiche hanno sempre un sacco di problemi?

Ecco.
Mi pareva giusto chiederlo, intanto che penso ad una risposta senza senso.
(You know I’m no good)

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C’E’ SEMPRE QUALCOSA CHE NON VA

IL VIDEO HARD DI BELEN IN STREAMING

Ecco le parole che mi sono sentita ripetere almeno duecento volte durante il weekend e non solo.
Io me lo sono visto (e la mia ragazza pure -mi sono pure ingelosita) venerdi sera mentre cucinavo delle penne giganti e mazzancolle. Anzi, mi sono fatta fare la telecronaca dalla cucina alla camera da letto di casa delle mie amiche, che ad un certo punto non "telecronavano" proprio più ed ho capito che la faccenda era proprio seria.

Ay! Por Dios! Trovami il video di Belen, ti porto un cd, no anzi fammene rivedere un pezzo adesso, ma insomma dai alla fine non è che fa cose strane, povera Belen, brava Belen, Belen di qua, Belen di là: la mia scrivania in questi giorni è stata un gira e rigira di uomini che volevano in tutti i modi vedersi quel culo in movimento. 

Non so se lo avrebbero visto così con disinvoltura, visto che sono dei bigotti standard, anche con le altre ragazze dell'ufficio accanto. O forse io ero l'unica che magicamente l'ha trovato. Chissà. A lavoro ormai sanno benissimo entrambe le cose, anzi, tutte e tre le cose: che sono un maschiaccio quanto basta, che se c'è da trovare qualcosa su internet ci sono io e che Belen lo prende e lo dà.

E tornata a casa stasera non mi chiedete il filo logico, mi sono messa a cercare su Facebook, dopo anni ed anni, una delle mie migliori amiche dei miei quindic'anni turbolenti (fughe in motorino in due senza casco, rapine a mano disarmata, fumetti e tequila bum bum alle cinque della domenica pomeriggio, ribellioni ed indignazioni in famiglia ed in piazza, rasature a go go, compiti di fisica copiati a manetta e prime canne/cotte, etc etc). E l'ho trovata. L'ho trovata dopo tantissimo tempo che la cercavo ovunque: perché la vita si sa è proprio strana e lei oltre a non essersi messa online fino a poco tempo fa, si è fatta suora.

Avete capito proprio bene. Si è fatta suora. Suora. Di quelle che vanno in missione. Che stanno tra le gente, che cantano che ridono, ballano, che insegnano ai bambini. Che magari si fanno anche i baffetti. Suora. C'è poco da aggiungere. La mia spalla destra, la persona a cui ho creduto di più per un certo periodo della mia vita è una suora a pieni voti ormai: quando anni fa tornai dopo un anno a Madrid mi invitò a prendermi un aperitivo e me lo disse: -Ciao, la prossima settimana parto, vado in Spagna, mi faccio suora.-, sticazzi.

E poi c'è la stanchezza di tutte queste giornate, del freddo che arriva, del lavoro che ti porta via tutto il tempo, delle crisi delle amiche, degli alti e bassi. In tutto questo, io con il mio parka e la sciarpa preferita che mi barda la faccia come un black block d'altri tempi sfreccio in mezzo al traffico di Firenze incurante degli agguati che la vita ti riserva. 

Alla fine ho scritto un messaggio alla mia amica e ho salvato il video di Belen su una chiavetta USB.
Domani sarà un giorno migliore.

IL VIDEO HARD DI BELEN IN STREAMING

SEI MIA

Torno a casa dopo giorni. Trovo il letto come lo abbiamo rifatto noi. Con i cuscini come li hai sistemati tu. Cerco qualcosa di tuo nella stanza e non c'è. Non mi lasci mai niente, non dimentichi nulla. Ma sulla sedia c'è il maglione che mi hai regalato. 

Vorrei stringerlo e sentire il tuo odore, ma so che è nuovo ed al massimo sa di cotone. 
Prendo il computer e mi butto sul letto. Sistemo i cuscini come se ci fossi anche tu. Come se ci abbracciassimo e ti raccontassi cosa ho fatto stasera. Sono tua. 
Sono tua te lo dico sottovoce. Sei mia, lo so.
 

L'anomalia femminile che pretende allo stesso tempo comando e possesso, passività ed appartenenza.
Letale. Un'accanimento morboso che lacera i sentimenti. 

Perché anche quelli vanno gestiti. O forse io non sono passionale e cerco l'algoritmo perfetto in tutto. Discretamente gelosa e possessiva. Mediamente sicura ed insicura di me, cerco di analizzare, con pudore, le storie degli altri per non ripetere gli stessi sbagli nella mia. 

Ed è fottutamente difficile dire quello che è giusto o sbagliato.
Sarebbe sbagliato anche dire "sei mia fino a quando non ci sarai più", perché è del tutto illegittimo ed immorale pretendere il possesso di una persona. Le vostre storie, i vostri legami affettivi, su quali pretesti si basano? Quali sono le fondamenta dei vostri rapporti? 

Siamo gelose anche delle nostre amiche. Delle nostre ex o attuali fidanzate. Gelose delle nostre madri. Sospettose nei confronti di tutti. Nascondiamo le paure ed attacchiamo come cani rabbiosi: ognuno distintamente in base al proprio carattere certo, ma è così per tutte.

Mi dicono che questa è pura e dura "territorialità". Si diventa anche cattive. Si diventa ignoranti e prive di stimoli.
Io non appartengo a nessuno. I miei comportamenti sono solo decisioni private. Responsabilità comprese. 
Nessuno giudichi, nessuno comprenda. Che ognuno stringa i denti in silenzio: lo sapevamo fin dall'inizio che essere lesbiche è una fottuta guerra contro noi stesse. 

Tuttavia se vi picchiate dentro e fuori dai locali, se parlate male delle ex delle vostre attuali fidanzate alle loro spalle, se non rispettate la libertà degli altri, intesi come singoli individui, se scambiate l'amore per un compromesso, ecco: siete solo delle emerite sfigate. 

SEI MIA

EUROPRIDE?! BACIATEVI OVUNQUE!

Memorandum del venerdi sera:

– Prendere le magliette da regalare -da fare-
– Cucinare la cena alle amiche che stanno arrivando a casa -da fare-
– Mettere nello zaino i volantini Lesbian For Dummies -da fare-
– Ascoltarsi un buon vinile prima di cena -in procinto di..-
– Scegliere i jeans più comodi per farsi i chilometri in mezzo alle checche isteriche -fatto-
– Ricordarsi di mettere in carica l'Iphone per scattare foto a tutti i baci più belli che vedrò in giro -fatto-

– Ricordare a tutte le lettrici/lettori di fare tante foto, di taggarsi su Facebook (clicca qui per vedere le foto sulla pagina fan) e di divertirsi domani! -FATTO!-

Direi che sono a buon punto!
Anzi..
Ricordare alla mia ragazza che arrivo a Termini alle 15.23! ❤

Buon sabato a tutti!

LES

EUROPRIDE?! BACIATEVI OVUNQUE!

CRIMINAL MINDS

Sono una fanatica di questa serie. Dopo lo svarione di Lost e l'isteria di United States Of Tara, con Lie to Me in cui lui se la tira troppo, e L Word in fin dei conti una gran troiata: Criminal Minds non smette mai di sconvolgermi.
Lo guardo stringendo il cuscino. Con il cuore in stand-by e ogni cinque minuti smetto di respirare giusto il secondo in cui mi dico: -E' solo un cazzo di telefilm!-.

Profiling. Fin da quando sono piccola. Fin da quando mi prendevano in giro in quarta elementare. O per scavare dentro ai pensieri nascosti della miglior amica al liceo. Profiling per cercarmi una fidanzata giusta. Profiling per evitare una fidanzata che mi pugnali alle spalle. 
E scoprire sempre che le lesbiche sono così scontate. Che fanno le ricercate. Le alternative. Che cercano la battuta cinica. Che parlano troppo o troppo poco. Si truccano pesante per nascondere le insicurezze. Vogliono tutte la ragazza perfetta: affascinante, divertente, un briciolo introversa e talvolta distaccata, skinny e tre shottini per darsi la carica per la prossima foto figa da taggare su Facebook. 

E poi si emozionano tristemente quando leggono storie d'amore, alla ricerca dell'abbraccio perfetto, della principessa che le fa sentire importanti, che schioccando le dita può far scomparire ogni tipo di intima ed inconfessata insicurezza.
Ore ed ore in chat a scrutare le foto profilo. A leggere gli status. A linkare canzoni che facciano colpo subito. Cercare l'appiglio per apparire brillanti. Ditemi se questo non è profiling secco e duro.

Cosa voglio. Cosa non voglio. Cosa vuole lei. Chi è. Chi è veramente. Cosa fa. Cosa pensa. Cosa ha fatto e cosa ha pensato. Criminali. Ogni minuto di ricerca è un minuto perso di noi stesse. E quando si è trovata la preda giusta, allora che si fa?
Si consulta la squadra. C'è l'amica che ti dice che è meglio scoparsela subito. Quella che ti sconforta dicendo che una storia a distanza anche no. L'altra che conosce la sua ex. Quella a cui non piace e te lo dice senza problemi. 

Ah. L'estate. Le stelle che stasera mi chiamano. E lei che è lontana. Lontanissima. Ed io che mi sento spezzata. Per un attimo, come se lei non esistesse. Come se leggere i miei libri non bastasse. Non mi bastasse scherzare con i miei amici. Sentire troppo freddo. O troppo caldo. Prendere il telefono in mano e rimetterlo in tasca. Un'inquietudine primitiva. La sensazione di non avere abbastanza amore. 

Forse è questo. Per una donna, per ognuna di noi, non è mai abbastanza. 

CRIMINAL MINDS

UNA MIA EX

Anzi: -La mia ex..-, è l'inizio di ogni storia che ogni lesbica racconta di tanto in tanto. Molto spesso. Troppo spesso.

Di recente è una tortura. Una specie di ossessione, come quando dovete comprarvi un paio di scarpe nuove e guardate le scarpe di tutti. O più precisamente quando imparate il significato di una parola nuova e la trovate scritta ovunque! Una cosa del genere: tutte si lasciano e parlano delle proprie ex in maniera melodrammatica (..e magari ci stavi insieme da due mesi e l'unica cosa che avete fatto insieme è prendere un gelato!); tutte vivono quel periodo di stasi misto rabbia post-rottura, in cui ci si guarda attorno e di cosa si parla con tono prosaico? Delle ex, delle ex-ex. Delle ex delle nuove ragazze con cui tu e le altre tue amiche state uscendo. Ogni sera ce n'è una nuova.. di ex!

Precisando che mi infastidisce la parola "ex": poche amiche conoscono le mie. Tantomeno io conosco le ex delle mie ex. Perché non sono mai uscita con una mia amica, nè tantomeno con un'amica di una mia amica, ma da anni a questa parte, solo con emerite, lodevoli, rare e pregiate sconosciute, lontane chilometri su chilometri. E' una specie di regola che mi preserva dal ritrovarmi sul cornicione dell'Arno pronta a buttarmi di sotto e mantenere sane le mie amicizie. Ma questo non mi scagiona dal dover spesso e volentieri rispondere -dopo tre anni che non stiamo più insieme- all'esclamazione: -Ma come! Voi due stavate insieme?!?!?!-, oppure (come se dovesse interessarmi per tenere la situazione sotto controllo): -Ieri ho visto la ragazza della tua ex!-, o anche: -Io la tua ex me la farei!-. Cioè! Rimango senza parole e già mi sale il nervoso. Mi sale dopo tre anni e non sono per niente sensibile al passato, immagino chi si sente assalito dalla folla bramosa di gossip, come deve stare male. Sticazzi.

Ma la cosa che proprio non capisco è che al tono del discorso vittimista (del discorso sulle ex), generalmente si accompagna sempre un tono accusatorio, misto di risentimento trasformato in melanconia: quell'indugio rassegnato nel ritmo delle parole che mi fa incazzare in una maniera allucinante. Non si può dare della stronza ad una, mentre gli occhi sono luccicanti di compassione e solitudine. Non si può essere volontariamente, come si dice a Firenze, "becche e bastonate"!. Reagite! 

Quindi vai a fare una tranquilla bevuta in compagnia ed inizi a guardarti attorno, oltre che ascoltare i soliti discorsi, all'improvviso sei circondata di ex. Sono strani esseri che emanano un alone tossico. Infatti spesso alle ex delle amiche non ci si può avvicinare, figurarsi parlare! E solitamente qualcuno pronuncia le fatidiche parole: -L'hai vista! E' arrivata!-: che fa un po' western, oltre che stalker! Siete circondate. Siete circondate di ex di qualcuno. 
Di vostre ex. Di qualcuno che vi osserva perché siete una ex anche voi. State attente che il Vodka Lemon può andarvi di traverso! 

Ahh! Quindi, se non ve ne siete accorte: è primavera.. che ne dite di sentirvi un po' (anche solo per un'ora alla volta, se vi spaventa) persone nuove!?

UNA MIA EX

IL PENSIERINO

Titolo: Ogni giorno.

Svolgimento: Ogni giorno penso che dovrei scrivere un post.
Ogni giorno non ne ho il tempo.
Perché. Me lo chiedo. 

Perché non hai il tempo. Mi chiedo. 
E mi rispondo. Scuse. Fatti. Incertezze. Lavoro. Amicizie.
E me lo chiedo seduta con una Corona in mano, limone dentro. 
Pacchetto di Lucky in tasca. Sole che tramonta, un altro paio di scarpe nuove ed i jeans corti. 

Non ho tempo.
E poi stringo i denti e penso che sì: di tutto il tempo che non ho, quel poco, lo voglio tutto per lei.

Fine.

IL PENSIERINO